Abbazia Benedettina della Madonna di Tobenna

La misteriosa ed antichissima abbazia Benedettina dedicata alla Vergine Maria, sorge sul monte Tubenna, nei Picentini, sul paesaggistico pianoro in territorio del comune di Castiglione dei Genovesi (SA) soprastante la vallata di San Mango Piemonte. Il luogo ove sorge è davvero splendido, la montagna ha un’altezza di circa 834 mt slm e le sue rocce grigie e monolitiche la rendono davvero suggestiva soprattutto alle prime luci dell’alba e al tramonto. Il panorama è magnifico e spazia su tutto il golfo di Salerno. Sul lato sud est si può ammirare il castello Merola nel territorio di San Mango Piemonte, che faceva parte, assieme a quello di Terravecchia, Montecorvino, Olevano ed Acerno, di un sistema di fortificazioni di quello che un tempo fu il crocevia dell’Impero romano. La fondazione dell’abbazia è avvolta nel mistero, la tradizione vuole che sia stato San Guglielmo da Vercelli nel XII sec. a volerne l’edificazione, molto probabilmente sul sito e sulle rovine di un tempio pagano, fatto testimoniato anche dalle colonne marmoree che si trovano all’interno della chiesa. Purtroppo le notizie storiche al riguardo sono molto poche.

Si riporta di seguito la migliore descrizione che ne è stata fatta in un articolo di Don Michele Cioffi, edita nella pubblicazione accademica “Rassegna storica Salernitana”, Anno XXII, dicembre gennaio 1961. “E’ con doloroso, impotente stupore che chi ha il culto delle patrie memorie, dei tesori artistici, storici, culturali delle natie contrade, deve oggi constatare la completa rovina di una delle più caratteristiche costruzioni religiose dell’Agro Picentino: la vetustissima Abbazia di Tobenna, il cui Tempio, dedicato alla Vergine Maria, sorse, in epoca remotissima, sulle rocciose balze del monte Tobenna, tra le terre di Castiglione e di San Mango e fu faro di religiosità, di studio, di civiltà. Non spetta a noi decantare la olimpica bellezza del sito in cui si armonizzano, in una impareggiabile fusione di luci e di tinte, il limpido azzurro del cielo e del mare del nostro «lunato golfo», il verde tenero, distensivo, dei castagneti e dei boschi, il grigio biancore delle balze scarnite e dei poggi rocciosi. Qui trovò la sua Arcadia Iacopo Sannazaro che cantò il monte, la valle, i boschi, con accenti di profonda tenerezza: Est Picentinos inter pulcherrima montes Vallis . . . Quam super hinc coelo surgens Cerretia r u p e s Pendet: et huic nomen cerrea silva dedit Parte alia sacra respondent saxa Thebennae Quique rigens Merulae nomine gaudet apex; Et circum nigra late nemus occupat umbra Plurima qua riguis effluii unda jugis. E tanto amò questi siti da resistere agli inviti affettuosi del fraterno amico Pontano che in uno dei suoi Endecasillabi ( I , XI) lo esortava ad abbandonare il suo romitaggio picentino: Quare o Moenalium nemus relinque Atque istas AmaryUidas, Tebennae cultrices g e lidae …………

A dare l ’addio una volta per tutte alle nebbie del monte Tobenna: Nìmboso et valeat Tebenna monte: Nè spetta a noi giudicare i pregi architettonici e artistici del tempio che, avrebbe ben potuto paragonarsi coi più noti Conventi della Costiera amalfitana per i molti elementi arabo normanni che si possono scorgere ancora fra le ultime rovine…..”.

Anche se veramente poche e frammentarie sono le informazioni in nostro possesso, noi consigliamo di raggiungere questo luogo e di ammirarne il fascino, il suo mistero e la grandiosità del panorama che vi si gode, supera ogni immaginazione.

Riferimenti bibliografici:
Descrizione: “L’Abbazia benedettina di Santa Maria a Tobenna in Comune di Castiglione del Genovesi” di Don Michele Cioffi, in “Rassegna storica Salernitana”, Anno XXII, dicembre gennaio 1961;

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